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La parte centrale di Palazzo Bernardini è stata costruita da Martino Bernardini, appartenente ad una eminente famiglia di mercanti lucchesi, tra il 1517 e il 1523.

La facciata dell'edificio, attribuita a Francesco Marti (scultore, pittore, orafo, architetto dell'epoca) o, più comunemente, a Nicolao Civitali, figlio di Matteo, accanto alla timida presenza di qualche nuovo motivo architettonico, denunciava linee quattrocentesche con le finestre bifore del primo piano simili a quelle del Palazzo Pretorio, con i marcapiani, e il bozzato in pietra e le lesene del piano terreno.

Di Nicolao Civitali è quasi certamente il cortile, le cui colonne e pilastri hanno eleganti capitelli compositi in luogo dell'ordine tuscanico o dorico generalmente usati in lucchesia.

I soffitti erano a cassettoni, alcuni dei quali dipinti; tra questi spicca per ricchezza decorativa il cassettonato di quello che è oggi il salone di ingresso agli uffici della Associazione.

Dell'epoca, a motivi ancora gotici, è anche la bella rosta del portone, arricchito da due stupendi battenti con teste di moro.

Verso la fine del '700 i Bernardini aggiunsero le due ali laterali, che sono distinguibili per le lesene meno allargate, per l'assenza di panche di via, per la diversità della pietra, per le finestre più ravvicinate. Eliminate le bifore del primo piano, tutte le finestre della facciata assunsero le attuali forme cinquecentesche ad arco bugnato.

La parte del primo piano destinata alle feste ed ai balli venne adeguata l'austerità architettonica degli interni, già arricchiti peraltro dallo sfarzo seicentesco nelle camere pavesate di arazzi, arredi e specchiere, al sopravvenuto gusto di decorazione pittorica dei soffitti, di ricorso a portali di marmo, a cornici e porte dorate, alla specchiatura di queste, alla seta alle pareti.

Tratto da http://www.villeepalazzilucchesi.it