Lucca - Storia della Città

Lucca si trova in un’ampia conca che si estende dall’Altipiano delle Pizzorne ai Monti Pisani.

La storia della città affonda le sue origini nei popoli liguri o, forse, in quella degli etruschi. Di certo, il suo primo, vero sviluppo ebbe inizio in epoca romana (180 a.C.), come la costruzione dell’antico nucleo della città stessa testimonia: sono, infatti, ancora ben visibili il cardo (via Fillungo-via Cenami) e il decumano (via S. Paolino-via Roma-via S. Croce), ovvero gli assi lungo i quali si espanse l’insediamento romano, con il suo foro (l’attuale S. Michele) e l’anfiteatro. Sempre in questo periodo fu realizzata la prima cinta muraria.

Lucca rappresentava un centro tanto importante per l’Impero Romano che, nel 55 a.C., vi si incontrarono gli attori del primo triunvirato, Caio Giulio Cesare, Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso.

A partire dal 400, Lucca venne occupata prima dagli Ostrogoti, poi dai Bizantini, quindi dai Longobardi, sotto i quali divenne, nel giro di pochi decenni, uno dei centri più importanti del regno, anche grazie al Volto Santo, che portava in città moltissimi pellegrini in viaggio verso Roma, lungo la via Francigena, collegamento tra Roma stessa e Canterbury.

Nel 773, la città entrò a far parte dell’Impero Carolingio. Lucca non solo conservò una posizione di rilevanza nell’impero, ma riuscì anche a dare il via a un periodo di grande crescita, in buona parte fondata sull’economia legata alla produzione della seta.

Nel Medioevo, l’antica colonia romana divenne uno dei centri più importanti in Italia, tanto da rivaleggiare con Firenze, battuta dall’armata lucchese capitanata dal nobile condottiero Castruccio Castracani degli Antelminelli.

Con la morte di Castruccio, però, si aprì un periodo di grande confuzione politica in città, tanto che Lucca, nel 1343, passò sotto il controllo di Pisa, dalla quale si liberò solo nel 1372, grazie all’aiuto dell’Imperatore Carlo IV di Boemia.

Dopo una breve parentesi repubblicana, la città divenne di nuovo un ducato, sotto Paolo Guinigi (marito di Ilaria dal Carretto). Nella seconda metà del Quattrocento, retta da un nuovo governo repubblicano, Lucca riuscì a rilanciarsi a livello europeo, grazie al commercio e all’attività dei suoi abili banchieri. Tra il 1400 e il 1500 la città cambiò il suo volto, abbattendo le torri medievali e costruendo la cinta muraria che tutt’oggi la caratterizza.

Lucca visse in pace e rimase una repubblica fino al 1799, anno in cui la città venne invasa dalle truppe napoleoniche. Il condottiero francese, però, le concesse lo stato di Repubblica, fino al 1805, quando la trasformò in un principato costituzionale, governato dalla sorella dell'imperatore, Elisa Baciocchi e da suo marito Felice Baciocchi.

Nel 1815 dopo il congresso di Vienna Lucca passò sotto il controllo di Maria Luisa di Borbone.

Il 1847 fu un anno storico per Lucca: Carlo Ludovico di Borbone, figlio di Maria Luisa, firmò l'annessione della città al gran ducato di Toscana, facendole perdere la secolare indipendenza.

Durante la seconda metà dell’Ottocento, Lucca godette di un favorevole periodo di sviluppo economico, grazie soprattutto alle sue produzioni tessi e all’industria della carta.  

Nel Novecento, la città proseguì sulla via dello sviluppo, fino alla Seconda Guerra Mondiale. Lucca venne risparmiata dai bombardamenti ma, con il fronte a pochi chilometri di distanza (Linea Gotica), assistette a violente rappresaglie ed episodio violenti, come la tristemente nota Strage di Sant’Anna di Stazzema.  

La capacità imprenditoriale e il naso per gli affari dei lucchesi fecero sì che la città si riprendesse velocemente dalla guerra e Lucca fu in grado di sviluppare nuovo interesse, non solo in campo economico, ma anche in quelli legati alla tradizione, alla cultura e al turismo.